Direi che qualcosa comincia a muoversi,nonostante siamo ancora lontani anni luce dall’organizzazione e dalla sensibilità presente invece nelle Alpi. Risalendo infatti lungo la rotabile che dalla “Madonnina”(bivio per Rotonda) giunge a Piano Ruggio,mi sono imbattuto in alcuni pannelli informativi realizzati in legno che descrivono la geologia e la morfologia della zona. La cosa bella è stata però la presenza di un pannello posto in un punto panoramico con una foto di Giorgio Braschi riproducente la catena montuosa da li visibile con i nomi delle vette e delle valli e relativa altimetria.

Idea intelligente anche se è poco. Auspicherei  la realizzazione di simili pannelli oltre che in territorio montano anche nei paesi che ruotano attorno al comprensorio,dai quali il panorama è impareggiabile e da dove i turisti potrebbero farsi un’idea di “cosa siano” quelle splendide montagne che hanno davanti. Inoltre completerei con altri pannelli indicanti i vari percorsi escursionistici corredati da contatti utili a rendere fruibile al turismo il nostro bel parco dal punto di vista escursionistico (nelle reale delle Alpi ne esistono a migliaia). Speriamo davvero.

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Sopra un disteso promontorio a 470 metri di altitudine sulla valle del fiume Esaro si trova Altomonte, piccolo borgo medievale della provincia cosentina. Il paese è circondato alle spalle dalle cime dei monti del Massiccio del Pellegrino, gruppo montuoso contiguo del Pollino, con il quale divide la superficie del grande Parco Nazionale. La natura integra dei monti del Pellegrino, e un paesaggio suggestivo a picco sulla valle del fiume Esaro fanno da contorno ad un patrimonio artistico e culturale di tutto rispetto, fatto di chiese e palazzi nobiliari, di stradine antiche, di archi e rosoni e capolavori del Trecento toscano.

(http://www.calabriatours.org)

Se volete visitare Altomonte vi suggerisco di uscire al casello autostradale di Spezzano Terme/Tarsia Nord direzione Roggiano Gravina. Attraversate il paese e a monte prendete per Altomonte.Ad un tratto dopo una curva vi apparirà in tutta la sua bellezza l’invaso dell’Esaro.Alle sue spalle fanno da sfondo Montea,la Serra Scodellaro con La Mula e più a destra il Cozzo del Pellegrino.Un colpo d’occhio fantastico. Ho catturato l’immagine quasi per caso con il cellulare.

Il lago è stato realizzato grazie allo sbarramento per mezzo di diga in cemento armato e calcestruzzo, incanalando le acque dell’omonimo fiume. La diga realizzata sull’Esaro, e che ha permesso la realizzazione del lago, ha avuto una storia piuttosto turbalenta e non ancora termitata. I primi lavori iniziarono infatti, tra il 1979 e il 1981, più volte ripresi e sospesi, a causa di continui cedimenti della struttura. Ultimamente vennero ripresi nel 2002, per essere ancora una volta sospesi  a tempo indeterminato, relegando questa opera fra le grandi incompiute calabresi. (Wikipedia)

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Magica ascensione lungo il canalone sud-ovest di Monte Alpi (1900m.) detto “Ghost Line” il 27 Febbraio 2010 da me e Pasquale.Buona visione

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Magica attraversata in funivia dei ghiacciai del Monte Bianco da Courmayer La Palud all’Auguille du Midi in quella che è considerata l’ottava meraviglia del mondo.

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La comunità arbèresh di Ejanina e di Frascineto ha sempre vissuto, in passato, di pastorizia e di agricoltura. Per quanto riguarda la pastorizia, per raggiungere i pascoli alti, gli abitanti di Ejanina dovevano attraversare tutto il bastione roccioso del Timpone del Crivo che sovrasta l’abitato ed arrivare al Timpone del Castello, per poi proseguire verso il Colle della Scala. Il Timpone del Crivo, così chiamato perché pro­babilmente la formazione a “setaccio” su una antica paleofrana costituiva una barriera per l’accesso alla montagna. Tant’è che poco dopo la prima guerra mondiale, fu usato dell’esplosivo per allargare la mulattiera e renderla percorribile anche agli animali con la soma. Una mulattiera bellissima per arditezza, panoramicità ed ambienti attra­versati.

Ejanina si raggiunge dal casello autostradale di Frascineto.

Si lascia l’automobile presso il campetto di bocce di Ejanina e ci si incammina verso la stradina che sale nella parte alta dell’abitato. Nel punto più alto si abbandona la pista e si sale lungo la conoide detritica fin sotto la parete della Timpa Crivo da dove diparte una delle più belle mulattiere del Parco nazionale del Pollino, che permette di salire sopra alla antica frana che ha originato il timpone omonimo. Si sale zigzagando fin sotto la parete e poi si pie­ga a destra e si incomincia la salita vera e pro­pria lungo i tornanti che portano al Timpone Castello. Non appena si esce dal vallone, si apre uno spettacolo interessante sull’intera pia­na dell’Eiano. Un contrasto di colori tra il verde intenso dei vigneti e le colline di fronte coltivate ad uliveto.

Una volta superata, ci si dirige verso un casotto della forestale nei pressi del serbatoio della Fonte della Giumenta da dove si prosegue lungo la pista di montagna in discesa fino ad intersecare l’altro tratto straordinario di antica mulattiera che serve, questa volta, a superare i balzi del Timpone del Corvo, fino a raggiungere i resti dell’antico Monastero Basiliano degli Aramei da dove si scende in direzione del campo sportivo di Frascineto. Da qui è facile ritornare ad Ejanina.

Testo : Emanuele Pisarra

Foto : Pollinofantastico

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colloreto 5

II Colloreto rappresenta per i Moranesi un momento importante della loro storia. Esso fu costruito da frate Bernardo da Rogliano, nel 1546, di ritorno da Roma dove visitò i luoghi della cristianità. Egli fu pregato dai moranesi, che già lo conoscevano, di fermarsi in quei luo­ghi. Leggi questo articolo »

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Lunedì 8 Novembre,una splendida giornata ci ha accompagnato nella pittoresca Matera per visitare il Rione Sassi immergendosi in un altro tempo e in una dimensione passata. Da non credere come la gente un tempo riuscisse a vivere in queste abitazioni rupestri in perfetta simbiosi con la roccia sfruttando sagacemente tutte le risorse primarie. Una esperienza che mi mancava.

I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel 1993. Sono stati il primo sito iscritto dell’Italia meridionale. L’iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare delle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia. (Cai Castrovillari) Leggi questo articolo »

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serra del prete 1

pollino

Autunno

Sbiadiscono i colori della mia anima
mare non sei più verde smeraldo
ma blu profondo
come i miei pensieri
tempestosi e reconditi come le tue onde
che si infrangono violente sugli scogli
cancellando l’estate e le urla festose
dei suoi bimbi sulle spiagge
Cielo non sei più azzurro intenso
non fai più volteggiare le sue rondini
Sole, hai perso la tua forza
non sprigioni più i biondi raggi d’agosto
ti fai avvolgere dall’intreccio delle nubi
e mi rubi le ore del giorno
e la mia libertà.

Edva di Bluprofondo

serra del prete 2

faggi

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