Il Gàlatro nasce dalle pendici sud orientali del gruppo del Monte Caramolo (Massiccio dell’Orsomarso).Dapprima si presenta come un modesto torrente dal greto quasi completamente asciutto,invaso da una fitta vegetazione di fiume,rovi e sterpaglia varia.Ciò sottolinea la scarsa antropizzazione di molte aree del Pollino;penetrare foreste di macchia mediterranea quì ,vi assicuro,può essere una vera impresa.Varie volte ne sono uscito con brutti graffi sulle gambe e sulle braccia.

Piuttosto fastidiosa e un po’ banale la prima parte della discesa.A metà percorso la gola si incassa divenendo una stretta e profonda forra fino all’uscita, passando sotto il Ponte dei Colombi presso l’abitato di Acquaformosa.

Avevo in programma la discesa del Gàlatro da diverso tempo e l’occasione è giunta.La squadra è veramente forte;d’altronde certi itinerari vanno affrontati con gente esperta e preparata:l’immancabile Massimo,compagno di mille avventure,Salvatore,Fulvia ed ‘io.I Fantastici 4.

I miei tre compagni quel giorno pensano di andare ad una gita scolastica,arrivano tardi all’appuntamento,ci si ferma al bar del paese per fare colazione,successivamente al supermercato per comprare i panini.Insomma si arriva alla "presunta"località di partenza alle 10.30 circa.Presunta perché non sappiamo se la Fontana dei Comunisti,da dove dovrebbe staccarsi il sentiero che si getta nella gola sia proprio quella che incontriamo salendo col fuoristrada lungo la strada montana che porta alla Madonna del Monte.Le notizie che abbiamo a disposizione sono piuttosto frammentarie e forse contraddittorie.La fontana dovrebbe trovarsi subito dopo una curva a gomito sulla sterrata.La curva c’è ma la fontana no..Per essere sicuri telefoniamo ad un conoscitore della zona il quale invece di darci informazioni sul luogo sembra preoccuparsi piuttosto della nostra dotazione alpinistica. Comunque al greto del fiume ci siamo,è quello alla nostra destra.

Sebbene sia già tardi,cominciamo a scendere.Dalle informazioni so che occorrono 6 ore per la discesa.Passano 2 ore,2 ore e mezza e continuiamo a districarci fra i rovi.Dei salti previsti neanche l’ombra.Fa un caldo della malora e,come se non bastasse,zanzare e tafani quel giorno sembrano avercela con me.

Già i tafani.Vi auguro di non fare mai la loro conoscenza.Il giorno dopo,dalle numerose punture avrò gambe e braccia gonfi come palloncini,e un dolore fastidiosissimo.

Decidiamo di uscire dal fiume per salire più a monte e vedere meglio la situazione.Siamo in piena campagna con il sole che picchia sulle nostre teste.Ma che ci faranno mai quattro alpinisti atrrezzati di tutto punto in campagna?

Fulvia rincara la dose:siamo come quattro canoisti nel deserto in cerca dell’ acqua.

Raggiungiamo una radura con dei mezzi da lavoro per tagliare legna.Ci vedrà il proprietario da lontano e ci beccheremo anche qualche fucilata?Ormai ci aspettiamo di tutto.

Ma come si sa,la fortuna aiuta gli audaci.Da li scendiamo lungo una traccia di sentiero che porta ancora nel greto del torrente.Dopo alcuni metri invasi della solita vegetazione apriti cielo!!

Siamo al primo salto,5 o 6 metri circa.Siamo entrati nella gola.Sono le tre del pomeriggio.Mi chiedo se ce la faremo per le nove.

In questo tipo di forre una volta dentro puoi soltanto andare avanti,non è possibile fare dietro front.

L’entusiasmo si impossessa di noi.Finalmente ci siamo .Armati di corde e discensori cominciamo le manovre di calata.Una dietro l’altra.Una sequenza interminabile di bellissimi salti.Constatiamo che questa gola,non solo è splendida ma anche molto tecnica.

Giungiamo ai salti più importanti,10,15 metri di verticale su roccia calcarea liscia.Notiamo gli spit con anelli e cordini già piazzati.Di questi ultimi però non ci fidiamo troppo,si tratta di corde statiche piuttosto vecchiotte.Quando è possibile sacrifichiamo qualcuno dei nostri cordini da lasciare in loco.Sulla sicurezza non si può scherzare.Le piastrine invece sono a posto.

Dove è possibile e non ci sono soste attrezzate sfruttiamo robusti alberi per fare sicura con la corda doppia.Prima di un modesto salto ci prendiamo anche il lusso di piazzare uno spit con il perforatore (ca. mezz’ora per l’operazione).Il ponte dei Colombi sembra essere vicino,si sente anche il rumore delle auto che vi transitano.

Pura illusione.Siamo all’inizio della sequenza degli ultimi salti,i più spettacolari,con una verticale max. di 20 m.Uno dietro l’altro intervallati da salti minori.Per guadagnare tempo (è molto tardi), mentre due componenti si fermano a raccogliere le corde lunghe altri due si portano avanti con quelle corte sperando che non ci sia più da calare,ma questo canyon sembra non finire mai.Proverbiale imprecazione di Salvatore ad un certo punto allorchè si trova davanti l’ennesimo salto,più alto dei precedenti:”ma qui giochiamo al rialzo!!”

Purtroppo sotto il ponte dei Colombi constatiamo che la gola è una maleodorante discarica ;si trova di tutto;camminiamo praticamente sopra uno strato compresso di spazzatura e rifiuti di ogni genere:reti da letto,mobili,una lavatrice sospesa a 40 metri sopra le nostre teste e un auto incastrata tra le vertiginose pareti .Nell’incidente due giovani tempo addietro qui persero la vita.

Dimenticavo,civili abitanti del paese gettano qui non solo rifiuti ma anche,purtroppo cucciolate di cagnolini non voluti dai padroni.Ne troviamo 3 o 4 morti dopo un volo di 50 metri.

Scena rivoltante,indescrivibile.Ne sono uscito nauseato.Mi sono ripromesso di non tornarci più a meno che le autorità competenti non prendano provvedimenti atti a restituire a questo splendido luogo la bellezza che merita.

Al crepuscolo ,attirato dalle carogne un gufo reale con il suo verso stridulo che

riecheggia fra le pareti vola verso di noi con aria minacciosa.Si ferma sospeso in volo a pochi metri da me e Salvatore con occhi profondi ed espressione guardinga.Sembriamo prede troppo grosse per lui e così torna indietro.Splendida creatura che incute rispetto e anche un po’di timore.La sua apertura alare è davvero consona a questo re della notte.

E’ già buio.Tra di noi aleggia un c certo nervosismo.La preoccupazione sarà quella di trovare l’uscita in quanto dopo le gole il letto del torrente è praticamente ostruito dai rovi.Infatti i nostri timori si concretizzano...Una coltre spessa e fitta di vegetazione ci sbarra ogni possibilità di uscita...Siamo obbligati a montare le lampade frontali.

Faccio un tentativo;risalgo per qualche metro in sinistra idrografica il greto pietroso di un piccolo affluente,mi sposto verso destra e cerco di sfondare uno strato di rovi di un metro e mezzo,due, ed ecco l’uscita,finalmente!Sono le 20.00.Con un pesante bastone allargo il foro prodotto col mio corpo e segnalo agli altri la posizione con la frontale.L’incubo è finito.

Forse,come mi suggerisce Massimo,mai come ora le parole del sommo poeta tornano alla nostra memoria:

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”! Sig!!

Dati tecnici della gola,da: (www.micheleangileri.com/):

Nome Gola del Gàlatro

Regione Calabria, monti di Orsomarso

Centro urbano più vicino Acquaformosa

Quota ingresso alveo 940 m

Quota uscita alveo 580 m

Sviluppo 1700 m

Verticale massima 20 m

Numero totale di salti una ventina ca.

Roccia calcare

Tutti i salti importanti sono protetti con spit ,piastrine e cordini.Due di essi,sono stati sostituiti con cordini nuovi in kevlar.



4 Commenti to “Ritorno al Pollino tra gole e forre.3° parte:Il Gàlatro”

  1.   nichi Says:

    Certo che ve le andate a cercare,
    ma dimmi un po’, c’è una mappa dei sentieri misteriosi che conoscete solo voi? :D
    Un saluto e, salutami tanto massimo quando lo vedi

    a presto nichi

  2.   Domenico Says:

    Ciao Master, ho visto i vari filmati, molto belli, i posti sono veramente un icanto. Per me che amo la montagna ho trovato interessanti quello sulla montea e sul civetta.

    Alla prossima

  3.   Fulvia Says:

    Pubblicamente ti dico grazie per la bella giornata. Impegnativa nella fase iniziale (non mi piacciono i rovi). Bella la parte centrale, belli i salti, schifosa la fine a causa della spazzatura. Scoprire che la corda si posa su dei cuccioli morti e gettati dall’alto del ponte, stare a tenti a dove mettere i piedi per non calpestarli, raccogliere la corda in quello schifo, tornare a casa e disinfettare ogni cosa, non è stato piacevole. Una bellissima giornata rubata al lavoro, in montagna, in forra, e soprattutto tra amici, rovinata per sempre. Appofittiamo di questo blob: mandiamo il link al Sindaco del Comune di Aquaformosa.

    Penso che lì sotto non ci andrà a pulire mai nessuno. Per rimuovere tutta quella spazzatura ci vuole una squadra ben attrezzata di alpinisti professionisti. Ci vuole una volontà politica ed una lungimiranza che non è dei calabresi. Peccato, veramente peccato. Apprezziamo sempre il Nord per come sono organizzati e per quello che fanno, e depauperiamo quello che abbiamo in casa. Sig. Sindaco e cittadini di Acquaformosa, fate qualcosa. Vergogna per tutta la cittadina. Ho affrontato quattro ore di macchina per venire a fare la vostra forra. Non ci tornerò più e cosa più grave dirò a tutti di non venirci.

    Fulvia

  4.   edva Says:

    Non solo spazzatura ma addirittura dei poveri cuccioli,
    oh mamma ,ma come si fà a uccidere così delle creaturine indifese!!!
    Sono nauseata anch’io ,deturpare cosi luoghi e posti incantevoli…
    spero che facciano qualcosa ,anche se non ci credo affatto!

    cmq volevo ringraziarti per i complimenti!
    ciao e a presto ,spero con notizie più belle!

    …edva…**