Nell’ultimo post avevo detto che sarebbe stata una stagione invernale ricca di soddisfazioni.Domenica 6 Gennaio è stata la volta di Monte Pollino risalendo uno dei canaloni del versante ovest,nord-ovest,ripido e dirupato.Purtroppo il meteo si è rivelato avverso nel modo più assoluto,complice un madornale errore delle previsioni che davano poco nuvoloso,ampie schiarite e venti moderati.Nulla di più falso,e così, nonostante i piovaschi di prima mattina,un cielo nero e lampi all’orizzonte siamo partiti,certi che nel corso della giornata il tempo sarebbe volto al bello.

La strada che si stacca dalla “Madonnina”(bivio per Rotonda) è transitabile senza catene e così si giunge speranzosi a “Colle dell’Impiso” (impiccato)1573 m.Avvolti dall’incertezza io,Massimo e Salvatore ci prepariamo e ci incamminiamo lungo il sentiero che segue a mezza costa il versante orientale di Serra del Prete.Il meteo si rivela bizzarro:non fa molto freddo e questo ci fa sudare . Contemporaneamente piove,pioviggina,grandina e tira vento in maniera alternata.Risultato:bagnati dentro,bagnati fuori.Il rifugio Gaudolino posto a 1664 m. sul colle omonimo ci permette di cambiarci gli indumenti interni.

Siamo anche indecisi sul da farsi:rinunciamo?Dopotutto il Pollino è avvolto dalla nebbia ed è spazzato da venti occidentali impetuosi.Fare la via normale sarebbe proibitivo.La parete nord potrebbe andare bene (protetta dal vento)ma è molto lontana.L’avvicinamento attraverso il bosco ci spezzerebbe le gambe.Non rimane che il canalone proprio di fronte a noi;già affrontato due volte in estate.E’ rasentato da una valanga originatasi nel 1992 e in alto è davvero ripido.Comunque oggi il pericolo slavine non sussiste in quanto non nevica da qualche settimana.Attacchiamo il canale dopo aver percorso per un breve tratto il sentiero della normale che procede in diagonale tagliando il fianco della montagna da nord a sud.Il pendio diventa sempre più ripido e la neve,nonostante il vento aumenti di intensità non è mai gelata.Dopo il bosco di faggi cominciano ad emergere i loricati come spettri dalla nebbia.Nel tratto finale,più tecnico e ripido il vento diventa incredibilmente violento;fortuna che soffia alle nostre spalle.Ogni tanto spazza polverizzando la neve sparandocela nel “didietro”come se qualcuno ci sparasse a sale.

All’uscita del canale è un uragano.Io non ricordo di aver mai subito un vento simile;facendo una stima a pelle penso soffiasse a 100 Km orari.Camminare controvento era letteralmente impossibile ;schiaffi di neve che ci penetravano negli occhi ci costringevano a tenere i cappucci chiusi e nell’impossibilità di usare occhiali dovevamo procedere carponi per spostarci in zone meno spazzate nel biancore accecante tutt’intorno.

 

Dopo qualche minuto di esitazione sul da farsi,momenti in cui è necessario sangue freddo e lucidità la decisione scontata di ritornare sui nostri passi e fare dietro front.Infatti basterà scendere di una cinquantina di metri nel canale per trovare condizioni un po’ più “normali”.Anche la cima del Pollino non è stata raggiunta,la bella soddisfazione di aver percorso il tratto più bello e tecnico del canale ce la siamo presa.

Una precisazione:le foto e le immagini del video non devono far pensare che siamo degli sprovveduti.Fino all’uscita del canale le condizioni,per gente esperta,permettevano,seppur al limite,ma il vero alpinista è quello che sa capire qual è questo limite e non lo oltrepassa.Tentare di raggiungere la cima dall’uscita del canale sarebbe stato da suicidio e allora quando non è possibile bisogna rinunciare;tanto la montagna è sempre li pronta ad accoglierci in una occasione più favorevole.

AVVERTENZA:

Occhio al tempo: prima di partire informati sulle previsioni meteo e durante l’escursione osserva lo sviluppo delle condizioni del tempo. NEL DUBBIO, TORNA INDIETRO.

Ben equipaggiati: in montagna si va con adatto equipaggiamento. In particolare, come minimo: scarponcini, giacca a vento (preferire colori vistosi, per facilitare eventuali ricerche!), zaino, kit di pronto soccorso, telefono cellulare e numeri di telefono dei soccorsi

Di buon’ora: addensamenti nuvolosi e temporali sono frequenti nelle ore più calde della giornata, quindi è consigliabile mettersi in marcia piuttosto presto. Così, inoltre, si avranno a disposizione più ore di luce.

 

Video importato

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6 Commenti to “IL SOFFIO DEL POLLINO”

  1.   pralina Says:

    Che storia…

    Certo che la montagna puo’ essere molto pericolosa se non presa con tutte le dovute cautele e attenzioni.

    Grazie per questa nuova avventura sul pollino!

    Se puoi linkarmi tra gli amanti della mantagna???

    E’ un onore per me!

    Io ti ho gia’ linkato! ;-)

    Ciao ciao!

  2.   Domenico Says:

    Saggia decisione quella del momentaneo ritiro. Con un tempo del genere non vale assolutamente la pena do continuare e forse anche il piacere della salita non sarebbe stato apprezzato nella giusta misura. Auguri la prossima sarà quella buona.
    Ciao Domenico

    P.S. Villanova di Guidonia dista dal Palombara una decina di KM
    Fammi sapere quando vieni

  3.   u lupu Says:

    Ciao Pè, non sò se Massimo ti ha riferito. Avevamo un conto in sospeso….Ebbene, per te e per tutti gli appassionati, domenica abbiamo concluso ciò che andava concluso! E’ stata una delle salite più belle che io personalmente abbia fatto. Non una rivincita(mai contro la montagna)ma un’ennesima soddisfazione. Eri con noi nei tratti più difficili. oltretutto questa volta abbiamo visto ciò che stavamo scalando…

    Alla prossima

    P.S. La frase del giorno, per me è stata: un cielo da 8000…..peccato ne manchino altri 6000

  4.   edva Says:

    Spero tanto che tutto ritorni come prima…
    grazie per essermi vicino e per le belle parole che mi hai lasciato.

    Un abbraccio forte…edva…**

  5.   mushin Says:

    ma il vero alpinista è quello che sa capire qual è questo limite e non lo oltrepassa

    già…

    un abbraccio :)

  6.   Domenico Says:

    Un augurio di tante altre belle ascensioni invernali nel tuo fantastico Pollino.
    Ciao Domenico