Favolosa uscita quella vissuta ieri nel Pollino.Protagonista ancora una volta una bella,candida e immacolata neve primaverile che sulla cresta era modellata dal vento producendo  fluttuanti cornici a forma di onde e bizzarre increspature.Il vento,impareggiabile e involontario artista che come mani di vasaio riesce a creare opere d’arte  di inestimabile bellezza.

La splendida giornata,piena di sole aveva gettato alle spalle la prima settimana di primavera,iniziata decisamente male,tipicamente da “inverno profondo”e così armato di una voglia matta il giorno prima avevo telefonato a Massimo che aveva in programma una via alpinistica su Timpa di Porace insieme a Salvatore,Fulvia (ricordate i fantastici 4?Se no clicca qui) e Giovanni.I tre hanno pensato bene di andare ad una festa nel caratteristico paesino arberesh di Salvatore che prevedeva falò con degustazione di prodotti locali e buon vino.Come si sa,l’ospitalità e la generosità di questa gente(Salvatore e famiglia in particolare) è proverbiale e così si sono fatte le 4 del mattino.Aggiungiamo il ritorno all’ora legale che prevedeva lo spostamento delle lancette un’ora avanti,quindi un’ora di sonno in meno e i giochi sono fatti.La mattina,alzandomi di buon ora accendo il telefonino solo dopo essermi preparato di tutto punto.Il messaggio di Massimo(ore 3 ca):”qui stanno di nuovo ricominciando a mangiare”.Che ci volete fare,”so ragazzi!!”.A proposito,se volete saperne di più sulla festa cliccate qui.

Indeciso su dove andare penso ad una solitaria su Serra del Prete per la cresta nord,che d’inverno non avevo mai fatto per via della strada proveniente da Piano Ruggio che  non veniva più spalata.Non disponendo del fuoristrada mi era impossibile raggiungere la località di partenza più importante e frequentata del Parco del Pollino,Colle dell’Impiso.La splendida giornata aveva attirato numerosi tra sciatori ed escursionisti.Io,lupo solitario così mi sono avviato per la cresta della mastodontica e tondeggiante montagna.Quota di partenza,1570 m.Quota di arrivo,2180 m.Dislivello,620 m. che nella neve alta,circa un metro in alcuni punti triplica lo sforzo fisico.

 

Durante la faticosa salita che riesco a compiere in due ore e mezzo le solite orme di lupo (due) si incrociano con le mie;in due punti tracce di urina degli stessi.Ormai dubito che i lupi sul Pollino siano solo qualche decina.D’inverno infatti le loro impronte si rinvengono dappertutto.In vetta mi godo lo spettacolo del silenzio e del vento che sibila nei miei orecchi.Mi siedo su una roccia per divorare il mio panino di fronte alla mole piramidale di Monte Pollino che emerge dalla conca di Colle Gaudolino,studiandone con lo sguardo tutte le possibili vie di salita.E’tempo di tornare.In un ora circa sono già all’auto e durante la discesa non potevo non chiamare i miei “gaudenti”compagni che frattanto stavano ancora smaltendo la serata-nottata-mattinata e pranzo.Naturalmente scherzo,sono compagni fantastici,amici di tante avventure vissute insieme in questa splendida montagna.Gliela perdono (per questa volta).

Mi consolo godendomi i giochi di neve che il mio Pollino fantastico mi ha regalato.



9 Commenti to “Giochi di neve”

  1.   U Lupu Says:

    Caro Master, stavolta l’hanno combinata grossa…Io un pò di giustificazione l’avevo. Questo post forse mi è piaciuto più degli altri e tante grazie per ciò che pensi di me. In tutti i modi ogni tanto una giornata fuori dal normale ci vuole…certo che per smaltirla…

    Un abbraccio

    U lupu

    Ciao Pè

  2.   Aly Says:

    Ciao Master… grazie dei complimenti che mi hai fatto per la grafica. Ho approfittato del tuo blog per farmi un giro virtuale sulla mia neve di Calabria, le tue foto sono eloquenti… le tracce di lupo forse erano le mie.

    Un caro saluto

    Aly

  3.   edva Says:

    Ciao Master,…
    che dire ,anche se sei andato da solo in questa avventura ,ne sei stato riccamente ricompensato!

    Oh mammina che foto!!!
    Sembrano delle dune di sabbia,bellissime.

    Un abbraccio…edva…**

  4.   angela Says:

    Ciaoooooo….foto stupenda e…quanto sei coraggioso!
    vedi posta…io nn ricevuto nulla…un abbraccio

  5.   Aly Says:

    Caro Master,

    ho letto i tuoi bei post su Hera e per quello che è a mia conoscenza sul territorio di San Sosti, noto negli ambienti dell’archeologia per la famosa ascia che hai citato ma anche per una vecchia ipotesi di localizzazione della Temesa omerica avanzata dll’archeologa Zancani Montuoro. Tale supposizione si rivelò infondata all’esito del famoso convegno di studi di Perugia in cui si è fatto il punto di tutte le scoperte sulla misteriosa città di Temesa individuandone la zona nel comprensorio tra l’Oliva ed il Savuto tra i comuni di Amantea e Serra Aiello, successivamente conclamata dalla scoperta del tempio di Imbelli con migliaia di reperti votivi all’interno. La successiva scoperta e scavo di 26 sepolture indigene dell’età del ferro (VIII sec. a.C) tra cui la tomba n.6 della Principessa di Temesa e delle 31 tombe del periodo greco (VI – V sec. a.C.) rispettivamente a Serra Aiello e Campora San Giovanni (Amantea)portate alla luce dal Gruppo Archeologico Alybas e poi la localizzazione dell’abitato brettio del IV sec. a.C. e della colonia romana del II sec. a.C. sempre scoperte dal Gruppo ne hanno oramai accertato la localizzazione.

    Il centro di San Sosti sebbene esplorato con cura non ha purtroppo fornito esiti archeologici certi e la topografia della località Casalini (l’Artemisia degli eruditi locali) impervia e di difficile accesso non ne permetteva l’uso ad insediamento. Le indagini ricognitive furono rese note negli Atti e Memorie della Società Magna Grecia del 1968-69. Alcuni resti di strutture sono pertinenti ad un sistema di fortificazioni con torri quadrate di epoca medievale, inglobanti una piccola cappella absidata, che sono in rapporto con il Castello della Rocca sito sulle pendici del Monte della Mula. Alcune notizie locali fanno intuire la presenza di una necropoli di epoca indecifrabile, distrutta dall’espansione edilizia, vicino al fiume Rosa.

    Molto probabilmente in quel territorio poteva essere presente una zona sacra extraurbana dedicata ad Hera, facente parte della chora di Sibari, come si trovano in altre località calabresi.

    Scusa la lunghezza …

    Ti saluto caramente

    Aly

  6.   ragno Says:

    Giuro…non eravamo in condizioni di alzare lo sguardo, figurati se potevamo avventurarci in montagna, specialmente io che avevo fatto il pieno di alcol.

    La prossima volta parto direttamente con te così evito lo spappolamento del fegato insieme a quei ragazzacci di Massimo, Salvatore e Luigi, che sono un cattivo esempio per diversi aspetti….

  7.   master Says:

    X ragno
    Con il prezzo della benzina alle stelle il pieno d’alcol forse conviene.
    Ciao (domani te faccio morì)

  8.   Pralina Says:

    Fantastico… meraviglioso… sarei venuta io con te!!

    Sai, a parte l’ultima camminata con tanta neve, le 2 precedenti le ho fatte con le ciaspole alle spalle, ma senza usarle. Devo dire che la montagna con la neve ha sicuramente una marcia in piu’.

    Io quando sono in mezzo alla neve… sono felice!

    Le tue foto sono splendide. Come tutto il tuo resoconto.

    ciao Master, alla prossima.

  9.   indio Says:

    Mitica la serra del prete in inverno. In solitaria poi la sfida diventa ancora più entusiasmante… si è soli con una natura splendida… soli con se stessi al coaspetto delle grandi forze…

    Un saluto dall’Indio