Alpinismo,attività che coinvolge insieme spirito e corpo,

azione che risponde alla nostra innata ricerca di elevazione.

Viene effettuata sull’elemento terrestre che da conto suo

rappresenta e simboleggia la tendenza cosmica all’elevazione.

La montagna così raffigura la possibilità,

il mezzo su cui possiamo concretizzare insieme

la salita materiale e quella spirituale.

Spiro Dalla Porta – Xydias

 

Terra di manovra: Frascineto/Eianina (CS)dove è stata realizzata una recentissima falesia attrezzata per l’arrampicata sportiva nella parte calabra del Parco del Pollino. Nasce per volontà del comune di Frascineto in collaborazione con la Lega Montagna Uisp che con i suoi istruttori/tracciatori Sergio Soraci, Daniele Arena e Giuseppe Gallo realizzano una ventina di itinerari suddivisi in tre settori:”Leoni di Montagna;Mamma li Turchi e Grotte Rosse”con difficoltà che vanno dal 4c al 7c. Al momento questa prima opera si è limitata a sfruttare i piccoli avancorpi dell’immenso Timpone del Crivo ma il potenziale, anche per le alte difficoltà, davvero non manca. La roccia è un calcare lavorato che varia a seconda dell’esposizione e della struttura, placche appoggiate, strapiombi a tacche e stupende canne. Le pareti hanno esposizione diversa da est a ovest ma i sentieri di accesso sono tutti esposti a sud (attenzione in estate). Le pareti -che hanno avuto il loro battesimo in occasione della manifestazione ViviPollino 2005 organizzata dall’ A.S.D. Sporting Club di Castrovillari in collaborazione con il Comune di Frascineto e Lega Montagna Uisp- sono diventate ormai un punto di riferimento per i numerosi appassionati provenienti da tutta Italia di questa spettacolare disciplina sportiva.Ad Ovest delle vie attrezzate svetta Timpone del Corvo,spettacolare piramide calcarea di 846 m. che domina il piccolo centro arbëresh.Mentre un nutrito gruppetto oggi vuole divertirsi nell’arrampicata sportiva in falesia,io,Giovanni e Andrea,alla sua seconda uscita assoluta in montagna preferiamo tracciare una nuova via alpinistica su Timpone del Corvo partendo dalla sua base.Per l’attacco ci dirigiamo in direzione campo sportivo dove nei pressi di una piccola masseria parcheggiamo l’auto.

A piedi attraversiamo l’erta pendice nel bosco di pini ancora anneriti dal fuoco di un immenso incendio doloso che la scorsa estate lo ha devastato quasi completamente.Dopo una bella impennata ci troviamo di frante al primo “gradino”,un ampia parete da superare,alta una trentina di metri.Studiandone la conformazione morfologica e valutando a vista il grado di difficoltà optiamo di attrezzare un diedro con accenno di fessura sulla destra.La roccia è abbastanza buona ma la presenza di vegetazione sulla sommità complica leggermente le cose.E’ necessario mettere qui ben cinque chiodi (4 più uno doppiato) per proteggere la via.(difficoltà:4+;un breve passaggio di 5°).*Superata questa prima difficoltà(che si rivelerà la più ostica di tutto il percorso)attraversiamo un ampio terrazzo erboso per dirigerci verso il secondo “gradino”.Quì non possiamo che scegliere una delle tante possibilità di salita che ci sono offerte

.Ci incuneiamo in un piccolo anfiteatro roccioso verso sinistra.Le difficoltà di salità lungo questo segmento non sono eccessive(2+)e questo ci consente di operare un monotiro di 40 metri (due protezioni) portandoci sul secondo terrazzo al di sotto della cima.Un ampia grotta di colore rosso rame sorge di fianco alla pendice rocciosa invasa da erba alta e scivolosa che dobbiamo risalire per giungere sull’ultima cengia prima dell’ultimo tiro di corda.Giovanni (il 1° di cordata) attrezza l’ultimo tiro e la presenza di qualche masso instabile (pericolo di caduta) lo costringe alla massima attenzione,prendendosi così tutto il tempo necessario.E’ imperativo,in montagna non avere mai fretta,anche quando comincia a fare tardi.Questo sarà l’ultimo ostacolo da superare (difficoltà:3- ;tre chiodi).E’ fatta.Alle 17.00 siamo in vetta,il pittoresco borgo di Frascineto è ai nostri piedi e,a dispetto del nome che porta il timpone,un grande corvo disegna le sue traiettorie di volo proprio sopra di noi.La memoria corre a 6 anni fa quando con Massimo e Fabio arrampicai azzardandomi su quest’ultimo tiro senza l’ausilio di protezioni e fermandomi solo a qualche metro dal chiuderlo per via di un masso sporgente che per superarlo mi costringeva ad inarcarmi all’indietro,e la conseguente discesa per la stessa via.Altri tempi.

 

Gradi di difficoltà in alpinismo secondo la Scala UIAA (Welzenbach):

I° Facile È la forma più semplice di arrampicata, bisogna scegliere l’appoggio per i piedi e con le mani si utilizzano frequentemente appigli, ma solo per equilibrio.

II° Poco difficile Si richiede lo spostamento di un arto per volta ed una corretta impostazione dei movimenti. Appigli ed appoggi sono abbondanti.

III° Abbastanza difficile La struttura rocciosa è ripida o addirittura verticale, appigli ed appoggi sono meno abbondanti e può richiedere talvolta l’uso della forza. I passaggi non sono ancora obbligati.

IV°Difficile Appigli ed appoggi sono più rari e/o esigui, si richiede una buona tecnica ed un certo grado di allenamento.

V° Tremendamente difficile Appigli ed appoggi sono rari ed esigui, l’arrampicata richiede tecnica e/o impegno muscolare. E’ necessario normalmente l’esame preventivo del passaggio. VI°Estremamente difficile Appigli ed appoggi sono esigui e disposti in modo da richiedere una combinazione particolare di movimenti ben studiati. La struttura rocciosa può costringere ad un’arrampicata molto delicata in aderenza o decisamente faticosa su strapiombo. Necessita allenamento e notevole forze nelle braccia e nelle mani.

 

 

 

 



13 Commenti to “Sul cielo di Frascineto”

  1.   dolcedorme Says:

    Che dire… BRAVI!!! Ero con voi, anche se stavo arrampicando alle falesie attrezzate un pò più giù!

    Mi è capitato di pensarci tante volte la notte a questa via dopo quel giorno di qualche anno fa, bisognava aprirla, sono a dir poco felice che l’abbiano fatto dei grandi amici…

  2.   U Lupu Says:

    Complimenti a te, Giovanni e Andrea. Siete stati grandi!!!

    Dal canto nostro invece, abbiamo arrampicato parecchio e abbiamo avuto le nostre piccole soddisfazioni. Alla prossima.

    ciao Pè

  3.   RAGNO Says:

    Carissimo Giuseppe, è andato tutto per il meglio e ne sono estremamente felice…Comunque non c’è che dire, complimenti soprattutto ad Andrea che da neofita è riuscito a superare egregiamente tutti gli ostacoli del percorso… Poi inviare tranquillamente una relazione a Roccia&Resina perchè vedo che scrivi in maniera tecnica impeccabile…alla prossima via!!!!!!!!!!

  4.   ragno Says:

    mi ero scordato di sirti: mandami le foto che devo aggiornare il mio blog

  5.   Pralina Says:

    Che spettacolo… che bravi… che bello…

    mi avete fatto venire la pelle d’oca!

    L’anno prossimo i miei amici del cai vogliono avvicinarmi allo sci d’alpinismo.

    Gli ho gia’ detto di si. A me basta andare in montagna…

    Ciao Master

  6.   Domenico Says:

    Bella Master, risalaire itinerari nuovi dove te la devi cavare da solo è sempre molto interessante e avventuroso. Complimenti
    Grazie degli auguri per la mia vacanza a luglio. Non sono solo ad organizzarla, io mi occuperò delle varie escursioni. Ad oggi siamo in circa 650 tra adulti, giovani e bambini.
    Ciao Domenico

  7.   ekaterina Says:

    carissimo, grazie del passaggio ti ho risposto da me !

    quanto alle tue imprese, non posso che rimanere incantata, per la passione, soprattutto, che traspare da ogni dettaglio … la prima foto è suggestiva, ne ho una simile con la città di Ortisei (Val Gardena) sullo sfondo … quante emozioni ! la montagna è vita, energia pura … se solo penso a quanto tempo sprecato altrove …

    piuttosto, perchè i tuoi post non si visualizzano a tutta pagina ? è un pò difficoltosa la lettura, dovendo spostare la barra a destra e sinistra per leggere il testo interamente … vedi se puoi far qualcosa, il mio pc sta per colliquare ed è di una lentezza cronica !

    ti abbraccio

    ekaterina

  8.   Domenico Says:

    E si il numero degli iscritti è proprio sui 650.
    Con i tuoi amici che ho visto nelle foto, potete attrezzare qualche via e magari la regione vi finanzia pure il materiale. Il parco ne guadagnerebbe.
    Cq. scherzi più o meno a parte, ti auguro delle magnifiche ascensioni ovunque tu vada.
    Ciao Domenico

  9.   Mephysto Says:

    Caro Giuseppe complimenti a te e ai tuoi amici x la bella realizzazione – Continuate così – R&R è a disposizione – Tra l’altro la proposta di Domenico riguardo al finanziamento è sicuramente attuabile, vista la “sensibilità” all’argomento già dimostrata dal comune di Frascineto – e sempre complimenti x il tuo blog davvero ben fatto – Domenica invece ho fatto la vostra bella “Via dei lupi”, veramente divertente e in ambiente ….”FANTASTICO”!!! -

  10.   edva Says:

    Già,…proprio come ti senti tu,quando arrivi in cima alla montagna,…libero e felice :)

    Bellissime foto come sempre!

    PS:aspiri ad imprese sempre più difficili eh? Cmq bravi,complimenti!

    Grazie per le parole che mi hai lasciato.

    Buon fine settimana.

    Un abbraccio…edva…**

  11.   indio Says:

    Innanzitutto complimenti per la bella arrampicata. Timpone del Corvo, che io ignoravo, è davvero imponente e selvaggio. Posti come questi meriterebbero più attenzione e andrebbero valorizzati di più. Peccato per gli incendi dell’estate scorsa in quella zona. Per me rappresentano ferite laceranti… perchè vedo una terra bellissima come la nostra offesa crudelmente. ma sorvoliamo.In realtà non c’è una cartina specifica dell’itinerario che mi hai chiesto. Devi raggiungere Mezzana Salice. Se vieni da Colle Impiso scendi giù, verso visitone,poi tovi un bivio e vai a destra, scendendo, verso la frazione di Voscari. Altro bivio e a destra, verso Varco. Fai la variante del primo ponte di legno, poi la seconda variante del secondo ponte. Vai dritto e incontri il terzo ponte. Sali verso Mezzana Frida- Santuario. Sali sempre, raggiungi un segnale: sentiero del pellegrino e lo imbocchi. qui ovviamente lasci l’auto. ad un certo punto devi scendere giù nel fossato, coperto dal bosco di faggio. Il sentiero c’è ma la traccia si vede appena. Comunque devi scendere, dal sentiero, nella zona dominata dall’alto dall’insenatura della timpa della madonna di Pollino a forma di gola(pietra Iaccata o Varco del Pollino)In questa zona ci sono anche pareti attrezzate per l’arrampicata. Da lì si sale verso l’insenatura, detta piano del cerro e poi si sale ancora seguendo la linea del crinale dove c’è il sentiero di giorgio braschi…e si arriva al santuario. Visto che fai anche arrampicata potresti poi farti timpa della Madonna dal basso, in verticale. Io l’ho fatta sia a salire che a scendere, senza protezione alcuna, perchè di corde e chiodi non me ne intendo(ma a me non fare caso). La salita presenta una certa difficoltà, per la presenza di bastioni rocciosi in verticale con grotte selvagge. Qua ti potresti inventare una tua via.Per arrivare alla base della timpa devi andare alle sorgenti del frida (strada a sinistra, sempre lungo la strada che porta al santuario) costeggiare la timpa sotto, seguendo il corso del torrente frida in direzione sud e attaccarla dove meglio credi.Spero di averti aiutato.

    A presto! Io il Pollino lo vedrò solo in estate inoltrata(purtroppo)…

    Saverio

  12.   edva Says:

    Ciao Master,…
    dimmi,ma dove li vai a scovare questi filmati?!?
    Cmq daiii, son bellini,l’ultimo in particolare…
    mi piace il ballo celtico,fa venir voglia di ballare!

    Grazie, davvero un bel pensiero.

    Un abbraccio …edva…**

  13.   luca Says:

    A vederti sembri davvero un alpinista… :-)

    ad maiora semper

    Luca F.